Il Natale, una festa che tutti amiamo, a partire dal XIX secolo, con l’intervento dei
mass media, della pubblicità e dei vari mezzi di informazione, è stato trasformato in
un vero e proprio business. Il Natale ha generato miliardi di fatturato nel corso degli
anni per moltissime aziende, che hanno dovuto adeguare la loro produzione proprio al
periodo natalizio; addirittura alcune iniziano a pianificarla già dall’estate.
Prima del 1800 il Natale era una festa prettamente religiosa che, secondo una
tradizione pagana, prevedeva anche lo scambio di doni, ma solo in casi rari e quindi
senza produrre un grande movimento economico. Tutto cambiò con la rivoluzione
industriale, che favorì una maggiore accessibilità ai beni di consumo. Fu proprio in
questo periodo, precisamente nel 1843, che Charles Dickens pubblicò il suo celebre
racconto A Christmas Carol, il cui enorme successo contribuì in modo significativo a
consolidare il Natale come momento di generosità e condivisione.
Questo concetto venne sfruttato dai commercianti e dalle industrie sempre più
rampanti di quegli anni, che iniziarono a promuovere il Natale come un’occasione per
scambiarsi regali ed enfatizzare l’atmosfera di festa con addobbi e decorazioni. Si
andava delineando sempre più anche la figura di Santa Claus, la cui iconografia
aveva iniziato a prendere forma già nei primi anni Venti dell’Ottocento e che, nel
secolo successivo, grazie anche all’enorme sfruttamento commerciale operato dalla
Coca-Cola, sarebbe diventata l’attuale “Babbo Natale”.
Paesi come la Cina, l’India o il Giappone, che solo pochi decenni fa non
festeggiavano questa ricorrenza, hanno visto una crescente adozione delle tradizioni
natalizie, incentivata dalle proprie imprese e multinazionali per motivi di interesse
commerciale. Tra i settori più coinvolti c’è l’e-commerce, un fenomeno che negli
ultimi anni, di pari passo con l’esponenziale crescita del digitale, è diventato sempre
più familiare. La comodità degli acquisti da casa, i pagamenti elettronici sempre più
sicuri e la velocità delle consegne, ormai comune alla maggior parte dei siti di vendita
online, hanno contribuito notevolmente a un aumento dei consumi, che subiscono
un’impennata particolarmente significativa nel periodo delle festività.
Anche la logistica, cioè il settore dei trasporti, cresce di pari passo con l’aumento
delle vendite. Già prima dell’era digitale, nei mesi autunnali e invernali, corrieri e
trasportatori vedevano aumentare notevolmente i flussi di lavoro a causa degli
approvvigionamenti necessari agli esercenti, che ordinavano nuova merce per le
scorte natalizie; con l’avvento del commercio elettronico, tale incremento si è
ulteriormente amplificato.
Un altro settore che beneficia di questa festività è il turismo: anche se non ancora ai
livelli dei mesi estivi, l’usanza di partire per mete esotiche o per le settimane bianche
è, anno dopo anno, sempre più diffusa. Il Natale ha, per ovvie ragioni, un impatto
enorme anche sul mercato del lavoro, soprattutto in termini di assunzioni stagionali,
coinvolgendo principalmente i settori commerciali sopra citati. Tra ottobre e
dicembre molte aziende assumono personale extra per far fronte all’aumento della
domanda. In questo periodo la richiesta di personale temporaneo proveniente da
negozi, supermercati, alberghi e ristoranti aumenta vertiginosamente: le risorse
umane impiegate per sostenere il boom natalizio rappresentano circa il 10-15%
dell’intera forza lavoro, con picchi del 30% nel retail e del 40% nella logistica.
La domanda stagionale di regali, decorazioni e servizi dedicati continua a spingere le
aziende a commercializzare prodotti sempre più specifici e a proporre offerte speciali
che generano ricavi esorbitanti. Le strategie di marketing diventano così sempre più
mirate e personalizzate. Tuttavia, questa festività ha anche effetti negativi
sull’ambiente: il WWF, in un rapporto, sottolinea che nel Regno Unito vengono
generate ben 30 milioni di tonnellate di rifiuti extra durante questo periodo. Si tratta
principalmente di carta da regalo, plastica e materiali di imballaggio che vanno ad
aumentare il quantitativo di rifiuti già esistente.
In conclusione, il Natale, con il passare degli anni, si sta trasformando sempre più in
una festa che smuove l’economia.
Giuseppe Nuara