Il tempo passa…

Il tempo passa ma quasi mai ce ne rendiamo conto. Viviamo le giornate in un modo così spensierato, così abitudinario che ci sembra strano che un giorno tutta questa routine possa finire. Basta un attimo: cinque anni che sembravano interminabili ma che sono praticamente volati, e in questi ultimi mesi di scuola ci chiediamo come sia possibile che il tempo sia passato così in fretta. Sembra ieri di aver iniziato il liceo e invece tra meno di due mesi dovremmo affrontare “l’esame di maturità”, che i nostri professori ci ricordano giornalmente come un promemoria costante.

Proprio in questi ultimi mesi, tutto sembra una corsa contro il tempo: la fretta di finire il programma, le ultime interrogazioni che si accumulano, le simulazioni che ci ricordano che l’esame non è tanto lontano ma anche i test universitari e la preparazione per un futuro ignoto che nessuno di noi riesce davvero ad immaginarsi. Molti di noi probabilmente non vedevano l’ora che tutto finisse ma adesso che sta finendo, ci assale anche una certa malinconia.

Il poeta latino Orazio ci diceva “carpe diem”, godersi l’attimo, ma nel mezzo di tutte queste pressioni e aspettative nasce spontanea una domanda: “Mi sto davvero godendo il momento?”, perché ciò di cui siamo consapevoli è che questi anni non ritorneranno più, un giorno tutto sarà solo un vago ricordo ma, in mezzo alle risate condivise, le scampagnate, i turni per le interrogazioni, siamo cresciuti.

Molto diffuso è il terrore di dimenticare un qualcosa già dal momento stesso in cui si sta vivendo, così una delle soluzioni per “fermare il tempo” è una semplice foto, per custodire il ricordo per sempre, perché un’immagine non cambia anche quando cambia tutto.

È strano pensare come il liceo stia per finire, adesso che avevamo imparato a viverlo. Il tempo è passato in fretta, ci ha cambiati, ci ha visti crescere. Presto ognuno di noi sceglierà una strada propria ma ciò che ci accompagnerà dovunque andremo è la consapevolezza di aver vissuto, nonostante tutto, “i migliori anni della nostra vita”,come cantava Renato Zero.