I viaggi nel tempo sono possibili?

A tutti è capitato almeno una volta di sognare di viaggiare attraverso le trame del
tempo. C’è chi voleva camminare tra i dinosauri,chi voleva vedere la Terra dell’anno
3000 e chi voleva solo rivedere una persona cara. Ma è realmente possibile viaggiare
nel tempo? La risposta è:dipende. Bisogna anzitutto fare una precisazione:siamo
esseri con percezione tridimensionale,immersi in un universo quadridimensionale,
ovvero,percepiamo le tre dimensioni spaziali (lunghezza,altezza e larghezza) ma
percepiamo in maniera molto limitata la dimensione del tempo (lo percepiamo un
solo momento alla volta,in pratica è come se la vita fosse un film che possiamo
vedere un solo fotogramma alla volta e non per intero in un solo momento) e questo è
un limite percettivo non da poco. Il tempo scandito dall’orologio che ci sembra di
percepire non è il tempo dimensionale, ma è il cambiamento dell’ambiente
circostante (tempo “biologico”) che viene percepito dal nostro cervello che regola il
nostro corpo anche in funzione di questo cambiamento,come durante il passaggio da
giorno a notte. Dunque il tempo non sembra avere un valore assoluto,ma dipende da
come lo misuriamo e lo percepiamo, e in merito a ciò la fisica ci porta un passo oltre:
ci dice che il tempo può letteralmente scorrere a velocità diverse. È qui che entra in
gioco la relatività di Einstein. Teoricamente il viaggio nel futuro è possibile e in
effetti tutti viaggiamo nel futuro. La relatività di Einstein ci dice che il tempo non è
assoluto ma relativo e dipende dalla velocità dell’osservatore,in parole povere,più si
va veloci più il tempo intorno si dilata rallentando (questo effetto si chiama
dilatazione temporale e in realtà dipende anche dalla forza di gravità,ma se
aggiungiamo anche questa variabile tutto diventa troppo lungo e difficile da
spiegare,basta sapere che più la gravità è forte più il tempo si dilata). Per capire
meglio come funziona facciamo l’esempio del paradosso dei gemelli:abbiamo due
gemelli che hanno esattamente la stessa età,uno rimane sulla Terra mentre l’altro fa
un viaggio andata/ritorno di un anno su un’astronave che viaggia a velocità prossime
a quelle della luce. Quando il gemello viaggiatore atterrerà e confronterà il suo
orologio con quello del gemello rimasto sulla Terra,il primo sarà invecchiato di un
solo anno,mentre il secondo di dieci,il viaggiatore sarà quindi andato dieci anni nel
futuro in un solo anno. Approfondiamo ancora un po’: se prendiamo come sistema di
riferimento il tempo terrestre,per il secondo gemello l’orologio del primo andrà molto
più lento del suo perché la dilatazione temporale del secondo è molto più forte a
causa della diversa velocità. Non è esattamente il viaggio nel futuro dell’immaginario
pop,ma in realtà si tratta di rallentare il tempo localmente mentre nel resto
dell’universo il tempo scorre “normalmente”. E per il viaggio nel passato come
funziona? Qui la situazione si complica per un motivo che in realtà è molto
semplice:non si può viaggiare indietro o quanto meno non sappiamo ancora come
fare. Sembra infatti che sia la struttura dello stesso universo a impedire di viaggiare
indietro,ma la fantascienza ci viene incontro con una marea di soluzioni possibili. Qui
ne esamineremo due,una semplice e una più articolata. La prima soluzione è la più
banale di tutte:costruisci una macchina del tempo. Detto fatto,entro nella mia
macchina e viaggio avanti e indietro a mio piacimento. Ma siamo sicuri che sia così

facile? No,non lo è,perché si genererebbero dei paradossi che nel peggiore dei casi
distruggerebbero il tessuto dell’universo facendolo collassare,nel migliore invece il
viaggiatore temporale verrebbe annichilito nel momento stesso dell’atterraggio.
Facciamo un esempio:il famoso paradosso del nonno dice che se il viaggiatore
temporale tornasse indietro nel tempo e uccidesse suo nonno,lui potrebbe non essere
mai nato. E questo è un problema,perché se lui non è mai nato allora non può mai
aver ucciso suo nonno e proseguendo con il ragionamento si entra in un loop di
problemi e paradossi senza fine e senza soluzione. Ma ciò può succedere anche
apportando alla linea temporale delle minuscole variabili,anche spostare un sassolino
insignificante potrebbe portare a cambiamenti enormi. La seconda soluzione invece
chiama in causa,per certi aspetti,la teoria dei multiversi. Nel momento in cui il
viaggiatore temporale approda indietro o avanti nel tempo,crea una linea temporale
parallela a quella di partenza,di fatti un nuovo universo. Significa che qualunque
azione farà,avrà conseguenze solo sulla linea temporale in cui si trova e non su quella
di partenza. Viene così risolto il problema del paradosso del nonno e molti altri
paradossi. Ma anche in questo caso la situazione non è semplice come sembra: il
viaggiatore rimane isolato dalla linea temporale di partenza e non può mai tornarvi.
Se ad ogni salto temporale viene creato un nuovo universo, anche se venissero
inserite le coordinate temporali dell’esatto momento della partenza,si finirebbe
sempre in un neo-universo. Noi potremmo vivere tranquillamente in quell’universo
senza avvertire nessun cambiamento,di fatto la nostra vita andrebbe avanti senza
nessuna conseguenza connessa al viaggio,ma dato che non torneremmo mai nella
linea temporale originale,le persone che avremmo lasciato lì non ci vedranno mai più
senza possibilità di poter comunicare con loro. Se un giorno saremo in grado di
viaggiare indietro e avanti nel tempo,dovremmo prima pensare alle possibili
conseguenze,seguendo e forse anche rivoluzionando i principi etici,arrivando ad
accettare alcuni compromessi e rischi. Ma per il momento rimane tutto un favoloso
esercizio mentale utile ad allenare il pensiero logico.