Il dolore silenzioso di non sentirsi all’altezza

Nella società di oggi tutti cercano di fare meglio degli altri, si vuole essere i primi, i migliori, per
paura di essere giudicati da qualcuno.
Ma molte volte ci fermiamo e ci rendiamo conto che c’è qualcuno che ha fatto meglio di noi,
qualcuno migliore e fa male perché ci si sente una seconda scelta, non ci si sente abbastanza, si crea
un senso di inferiorità per un determinato luogo, un gruppo di persone o anche per se stessi. Capita
spesso di impegnarsi davvero tanto e, nonostante questo, avere la sensazione di non aver fatto
abbastanza e questi pensieri negativi nascono da situazioni diverse, come per esempio dopo una
verifica per cui studiavamo da tempo, un allenamento andato male nel proprio sport, aver dato il
massimo in qualcosa a cui tenevamo o anche guardarsi allo specchio e vedersi diversi e inferiori
rispetto agli altri. In questi momenti si pensa che, anche impegnandosi, non si riesca mai a
raggiungere il livello degli altri.
Nel contesto scolastico molti studenti iniziano a paragonarsi tra loro e questo fenomeno lo
sperimentano in molti, forse soltanto per il fatto che questa società pretende il massimo e se non sei
il massimo, vali nulla.
Oggi questo senso di inferiorità è amplificato anche dai social, dove siamo costantemente circondati
dai successi degli altri ma ci dimentichiamo che lì non viene mostrata tutta la realtà. Ormai non
viviamo più per noi, sentendoci noi stessi e anche liberi, ma lo facciamo basandoci su ciò che
possano pensare gli altri, su ciò che gli altri si aspettano e sull’immagine che potresti dargli.
Ma davvero il nostro valore dipende da un voto, da una prestazione o dal giudizio di qualcuno?
È possibile che anni di impegno, sacrifici e crescita sono ridotti da un numero o un paragone?
Ma se non siamo noi a credere in noi stessi chi crederà in noi?
Stiamo costruendo un cammino fatto di cadute, errori e piccoli traguardi che però hanno un
significato enorme e ognuno ha i propri tempi, passioni e obbiettivi e nessuno è importante più di
qualcun altro solo perché è considerato il migliore.
Ci siamo noi alla base della nostra vita, siamo noi a decidere le azioni che compiamo e tutto il resto,
perciò dovremmo iniziare a vivere per ciò che siamo, per l’impegno che diamo in ciò che facciamo
senza pensare al giudizio altrui, e accettare i propri limiti non significa arrendersi, ma crescere e
diventare più consapevoli di sé; è un processo difficile ma ci porta alla felicità. 
 
Gioia Maniscalco IC Classico