Come funziona la nostra mente?

Ci sono dei fenomeni che ci rendiamo conto di vivere quasi strumentalmente, come il
comportamento di pensare di essere razionali ed in grado di analizzare le situazioni in modo
neutrale ed obiettivo. Bypassiamo, in questo caso, il fatto che in tutte le neuroscienze e psicologie,
si è visto come il nostro cervello non funzioni come un calcolatore dei numeri. 
Infatti, ci sono numerosissime decisioni che prendiamo, ed altri ambiti, e che subiamo come
fenomeni automatici ed inconsci. Tra i più conosciuti c'è il fenomeno dei bias cognitivi.
 I bias cognitivi sono come dei cammini che il cervello percorre per non dover affrontare tutte le
situazioni nella loro complessità. 
Dal punto di vista evolutivo, come sopravvissuti, perdere del tempo per prendere decisioni non era
una buona strategia per valorizzare un cambiamento dell'ambiente in cui ci saremmo trovati. 
La sopravvivenza, in queste situazioni, era riposta nel prendere decisioni in modo fulmineo. 
Di certo, in una società così complessa come quella che stiamo vivendo, ci sono situazioni in cui si
commettono errori di valutazione. 
Di sicuro molti errori che si compiono quotidianamente sono il prodotto di una decisione non
pensata, di cui si riferiscono nel ritrattare un ambito psicologico.
 In questo caso riesce di citare il dottore Daniel Kahneman. 
Negli altri, la mente è divisa in un sistema che lavora in modo intuitivo e veloce, ed un sistema che
pensa in modo più razionale. Il secondo sistema è più pesante, e per questo, richiede più energie.
Molti errori decisionali nascono dal fatto che spesso usiamo il metodo di pensiero veloce,
scansando lo sforzo mentale richiesto per riflettere bene. 
A livello di cervello, l'amigdala è fondamentale perché controlla le nostre sensazioni e le risposte
immediate, mentre la corteccia prefrontale gestisce la logica e la capacità di frenarsi.
 Se siamo agitati, ansiosi o emotivamente sotto torchio, l'amigdala può prendere il comando sulla
corteccia prefrontale, portandoci a scegliere in fretta o a percepire le cose in modo sbagliato. 
Questo è il motivo per cui, quando le sensazioni sono intense, diventa più complicato pensare con
lucidità. 
Una delle modalità di ragionamento scorrette più studiate è la propensione a cercare e memorizzare
solo i dettagli che supportano le nostre convinzioni preesistenti. 
Questo meccanismo è molto evidente oggi con le piattaforme social, dato che i programmi ci
propongono contenuti simili a quelli che abbiamo già apprezzato.
 Psicologicamente parlando, il nostro cervello brama coerenza e sicurezza, anche se questo significa
trascurare i pareri differenti. 
Studi dimostrano che i messaggi che provocano reazioni emotive intense vengono assimilati e
impressi più facilmente rispetto a quelli neutri, incrementando così il rischio di cadere in inganni
come le bufale informative. 
Nelle scuole, questi schemi si vedono molto bene. 
Le idee che uno studente ha su se stesso possono influenzare proprio il suo rendimento. Se una
persona è convinta di non essere brava in una materia, il cervello tende a diminuire l'impegno e la
voglia di fare, rendendo l’insuccesso più probabile. 
Questo concetto in psicologia è noto come “profezia che si autoavvera” ed è stato confermato da
molti studi sul comportamento e sull'apprendimento. 
Anche il modo in cui valutiamo gli altri è mosso da processi automatici. Le prime impressioni si
formano in un attimo e difficilmente cambiano. La mente preferisce mantenere una visione fissa
della realtà piuttosto che doverla aggiornare continuamente, perché cambiare richiede più sforzo

mentale. Questo fa capire che l'errore non è un'eccezione, ma una conseguenza normale di come
funziona la mente. La psicologia, però, non si limita a descrivere questi limiti.
Offre anche metodi per diminuirne l'effetto. Esercitare il pensiero critico, prendersi tempo per
decidere, controllare le notizie e accettare l'idea di poter sbagliare sono modi validi per contrastare
gli inganni della mente.
Usare in modo volontario il pensiero logico ci permette di bilanciare le reazioni immediate e
migliorare la qualità delle scelte.
Per concludere, il cervello umano è davvero un meccanismo molto elaborato e capace, benché abbia
comunque delle carenze. Le sue illusioni non indicano una mancanza di forza, ma sono piuttosto
una conseguenza del modo in cui opera, creato per essere flessibile. 
Capire le manovre mentali che indirizzano le nostre idee è un aiuto notevole per gestire con
maggiore cognizione il mondo in cui viviamo.
Matilda Napoli VBC