Chi? Santo Romano, un ragazzo di 19 anni.Cosa? È stato ucciso da un colpo di pistola.Dove e
quando? Nella notte tra l’1 e il 2 novembre 2024, a Napoli.Perché? Per un gesto involontario:
aveva prestato una scarpa a un ragazzo che non conosceva.
Santo Romano era un ragazzo tranquillo, con sogni e progetti come tanti giovani della sua età.
Quella notte, però, un episodio banale si è trasformato in tragedia: durante una lite scoppiata per una
scarpa prestata involontariamente, un ragazzo è sceso da un’auto e ha sparato, colpendo Santo al
petto e togliendogli la vita. Un altro giovane è rimasto ferito.
Il responsabile, minorenne all’epoca dei fatti, è stato fermato e successivamente condannato a 18
anni e 8 mesi dal Tribunale per i Minorenni di Napoli. Nonostante la sentenza, la famiglia di Santo
denuncia l’inefficienza del sistema giudiziario e la sensazione di ingiustizia. La madre ha
dichiarato: «La giustizia ha fallito di nuovo. È uno schifo».
Questo caso mette in luce un problema più ampio: la legge italiana, pur intervenendo, a volte appare
insufficiente di fronte alla gravità dei crimini. Le pene ridotte per i minorenni e i riti abbreviati
lasciano chi resta con il dolore e la sensazione che la giustizia non sia completa. Quando una vita
viene tolta in circostanze così assurde, la società è costretta a chiedersi se le leggi proteggano
davvero i cittadini.
Alla luce di quanto accaduto, rimane una domanda dolorosa: è accettabile che un ragazzo di 19 anni
venga ucciso per un episodio così futile e che la legge, pur intervenendo, non restituisca pienamente
giustizia?
Credo che questo episodio ci inviti a riflettere su quanto sia urgente un sistema più efficace e sulla
responsabilità di tutti nel rendere la nostra società più sicura.
E voi, cosa ne pensate?
Nefele Puleri VBC