Marco Castello, cantautore siracusano, lo scorso 24 ottobre pubblica “Editto dal
Sottoscoglio”, una canzone di protesta nata dopo l’attacco americano del 22 giugno alle basi
nucleari iraniane, attacco che ha scosso gli equilibri geopolitici e fatto nascere dubbi sulla
sicurezza dell’Europa di fronte ad un’America sempre più bellica: viene abbandonato in tal
modo l’obbiettivo originale di difesa dell’Alleanza Atlantica e viene adottata per contro una
visione imperialista volta a colonizzare i paesi del Medio Oriente, come potrebbero
dimostrare i recenti tentativi di imporre cambi di regime in questi paesi e ed il sostegno ai
tentativi israeliani di annessione dei territori dello Stato Palestinese di Gaza e Cisgiordania.
Il cantautore immagina di liberare l’isola dai colonialisti a stelle e strisce che l’hanno
occupata per i loro scopi bellici. Inizia così la missione “Cacca a Sigonella”: la base militare
americana di Sigonella, in Sicilia, è da decenni al centro del dibattito politico, soprattutto
dopo il caso diplomatico dell’ottobre 1985 che ha quasi portato ad uno scontro armato tra
Italia e USA, evitato grazie alle iniziative del Presidente del Consiglio Craxi contro il
Presidente Americano Reagan; iniziativa considerata da molti come l’ultima affermazione
della sovranità italiana nei confronti degli Stati Uniti. Allora il nostro eroe, armato di
microfono e chitarra, sogna di mettere fine all’incubo provocato dagli invasori, schivando le
intercettazioni dei sistemi di difesa americani e gettando letame sulla base militare siciliana,
dove al suo posto crescerà la più bella foresta dell’umanità.
L’ultima strofa della canzone riporta l’urlo di protesta del popolo, stanco dell’occupazione
americana: “fuori i militari da quest’isola”.
Giovanni Tornambè 3Cc