Amore: una parola così semplice e così grande allo stesso tempo.
Per noi l’amore è una parola unica, ma… non vi sembra banale far rientrare tutti i tipi
di sentimenti in questo termine?
Affetto, amicizia, desiderio, nostalgia, legami familiari: è necessario distinguerli.
Forse una soluzione si è trovata nel corso del tempo.
I Greci antichi infatti, avevano capito che l’amore non è un sentimento unico, ma un
enorme insieme di emozioni complesse e diverse tra loro.
Hanno inventato tantissime parole proprio per spiegarne ogni sfumatura di
significato.
Potrebbero ancora oggi servirci, per aiutarci a capire ciò che realmente proviamo.
Eros (ἔρως): è l’amore passionale, l’innamoramento, la fiamma che arde.
Ma proprio perché è così potente, è anche fragile: potrebbe spegnersi in fretta o
trasformarsi in altro.
Philia (φιλία): è l’amicizia, fondata sul rispetto e la reciprocità. Per i Greci era uno
degli amori più alti, quello che fa sentire compresi e accolti.
Agape (αγάπη): è l’amore puro che non chiede nulla in cambio, che si dona agli altri
senza condizioni. È la capacità di voler bene davvero.
Storge (στοργή): è l’amore familiare, l’affetto tra un fratello e la sorella, il legame
tra i genitori e i figli: un amore silenzioso fatto di gesti semplici.
Anteros (αντέρως): è l’amore reciproco, ricambiato. È la gioia di sentirsi voluti,
corrisposti, una tra le forme di amore più desiderate.
Pothos (πόθος): è la nostalgia profonda per ciò che è lontano: sentire il vuoto lasciato
da qualcuno o qualcosa.
Himeros (ἵμερος): è il desiderio vivo e improvviso, un impulso che accende l’anima
per un istante e senza preavviso.
Mania (μανία): è la passione folle: l’amore ossessivo, incontrollabile. Pericoloso quando perde
l’equilibrio.
Si trasforma in poco tempo in qualcosa di più doloroso, come dipendenza e gelosia.
Pragma (πρᾶγμα): è l’amore duraturo, stabile, che nasce dalla voglia di restare,
costruito nel tempo.
Philautia (φιλαυτία): è l’amore per sé stessi. Può essere qualcosa di positivo come il
rispetto e l’autostima, oppure negativo se diventa egoismo e narcisismo.
Thelema (θέλημα): è un amore che non può essere rivolto a un individuo, ma è
usato nei confronti di un’azione che svolgiamo in prima persona, come l’amore per il
lavoro, o un hobby, come la scrittura, uno sport ecc.
È un amore che ci spinge a seguire i nostri interessi e a coltivare le proprie passioni e
ci fa sentire realizzati.
È probabile ritrovarsi in tutte queste parole, non è vero?
Crescere significa capire e dare un nome a ciò che si prova, bisogna accettarsi senza
aver paura.
È proprio vero, spesso l’amore confonde, spaventa e può ferire. È normale.
È un percorso lungo, il più delle volte complicato, ma è proprio percorrendolo ogni
giorno che si diventa umani.
Un ringraziamento adesso va ai Greci del passato, senza di loro avremmo chiamato
tutto semplicemente “amore”, perdendoci metà del divertimento.
Marta Cappadona