Come ogni settembre che si rispetti Milano anche questa volta ha saputo stupirci con una Fashion
Week degna di questo nome, in cui ha spiccato particolarmente una casa di moda che più delle altre
ha saputo attirare l’attenzione, come non faceva da tempo. Stiamo parlando di Gucci, che ha deciso
di presentarci la sua nuova e inusuale famiglia.
Ma partiamo con ordine: la mattina del 22 Settembre, un giorno prima della sfilata, dalla pagina
Instagram del brand spariscono tutti i post, scelta particolare impattante ma assolutamente coerente,
poiché con la nuova direzione creativa di Demna, ex direttore creativo di Balenciaga, nulla sarà più
come prima. Qualche ora più tardi però verranno pubblicati contemporaneamente ben 42 nuovi post
raffiguranti i nuovi personaggi della nuova “Famiglia Gucci” (Scatti di Catherine Ople). Ogni
membro della collezione si fa promotore di un mood e concept differente di vivere la vita,
atteggiarsi, vestirsi e dunque di rappresentarci, instaurando cioè un canale tra la passerella e il
pubblico. Vari i personaggi presentati, come la drama queen, la principessa, la vip, l’ereditiera, la
sciura, il narcisista, la Miss aperitivo…
Questa scelta di marketing si rivela particolarmente efficace poiché permette un’interazione di
altissimo livello con il pubblico, che può addirittura scegliere qual sia il suo personaggio preferito in
base al proprio gusto personale. Ma non è tutto: la sera del 23 Settembre Demna non aveva ancora
terminato tutti i suoi assi nella manica, ha infatti accolto tutti i suoi ospiti all’interno della Borsa,
cioè l’ex mercato azionario di Milano, che era stata allestita a sede della sfilata, proponendo la
visione di un cortometraggio intitolato “The Tiger” prodotto dal regista Spike Jonze dove ha voluto
onorare tutti i suoi predecessori che con amore e dedizione si sono dedicati a scrivere un pezzo della
vita di Gucci; in esso ha anche inserito la sua nuova “famiglia” con l’intento di consacrarla
rendendola parte integrante della nuova storia del brand.
Dalla collezione si evince che Demna non vuole mostrarci un Gucci che rinnega il suo passato ma il
suo intento è quello di rielaborarlo e ringiovanirlo per adattarsi ad un mercato che è sempre alla
costante ricerca di capi particolari, ma non al di fuori delle proposte della moda, con carattere ma
non sciatti. Non manca tuttavia il suo tocco urban, ereditato dai tanti anni trascorsi nella direzione
creativa di Balenciaga: ne sono una dimostrazione le borse mostrate in passerella, come ad esempio
le Jackie che hanno volutamente il pellame graffiato, logoro e stropicciato, o ancora il gran numero
di capi in pelle della collezione.
Inutile dire che questa sfilata si è rivelata un successo che ha fatto e farà ancora parlare di sè, non ci
resta che attendere la prossima che si terrà a febbraio.
Ilaria Tornambè 5Ac