“E uno, due, tre, quattro, cinque sei…Ciao!” gridano i responsabili dell’ equipe ACR, Livio Montana Lampo e Valeria Palumbo, così anche quest’anno inizia la festa del ciao,i bambini si avvicinano al palco per cominciare ballare, attirati dal ritmo della sigla a cui il corpo di ballo ha dato forma. Il 16 novembre Racalmuto si è fermato per fare spazio a tutti, ha aperto il cuore, come ha detto lo stesso presidente diocesano Gianni Gueli nel suo discorso iniziale,a tutti i membri dell’azione cattolica della provincia di Agrigento. Personalità diverse provenienti da tutta la diocesi a partire da Licata, Canicatti, Casteltermini, Cammarata, Aragona, Sant’Angelo, San Giovanni Gemini, Realmonte, Castrofilippo e gli stessi padroni di casa, i Racalmutesi, che con il sorriso hanno accolto i ragazzi di ogni età.Tra abbracci, torte, caffè e soprattutto facce assonnate, dopo i calorosi saluti del sindaco del paese, del presidente diocesano e un momento di animazione, cominciano le attività.
Gli Acrrini svolgendo dei giochi, hanno imparato a collaborare come gli astronauti della SSI. Mentre giovani e giovanissimi con la prima attività hanno ricercato la bellezza e hanno avuto la possibilità di vedere la realtà con occhi diversi, soffermandosi sui dettagli.Gli adulti, infine, hanno associato un significato connotativo al mondo del teatro, dando ad esso una sfumatura profonda e affrontando temi esistenziali.
Ma quindi, cos’è che rende veramente speciale questa festa? La semplicità nascosta nei piccoli gesti, illuminati dalla presenza di Dio che si è manifestata fin dall’inizio della giornata: la luce che ci ha donato, con il sole apparso proprio all’arrivo dei bambini, ha dissipato la nebbia che avvolgeva il mattino.
La sigla lo ricorda:“Ognuno è unico, ognuno vale, insieme è un viaggio speciale. Siamo famiglia, siamo energia, l’AC ci unisce, è casa mia” un invito a sentirsi parte di una grande casa dove ritrovare la forza per camminare con amore. Nell’Azione Cattolica riscopriamo il nostro valore: protagonisti di un mosaico bellissimo, capaci di guardare oltre le cose brutte per ritrovare, nella messa, Dio che ci unisce. Questo è il significato della festa dell’ACR, come dice la frase intravista dietro la maglia di alcuni ragazzi: “il bene non fa rumore, ma lascia un segno indelebile”.
Mariachiara Castelli e Mariachiara Salvo
A RACALMUTO C’È SPAZIO PER TE
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