Viviamo in un epoca in cui uno schermo separa ciò che siamo da ciò che mostriamo. Ogni
giorno scrolliamo foto perfette,vediamo vite che sembrano uscite da film,sorrisi
smaglianti,ma non sempre ciò che vediamo è pura realtà,dietro a quei filtri e quelle vite
surreali,si nasconde una forte sofferenza,spesso silenziosa,che la maggior parte delle
volte ci portiamo dentro noi adolescenti.
Tutti noi usiamo i social per svago,passatempo o semplicemente per distarci da ciò che ci
circonda,ogni anno si registrano più di 3061 casi di suicidi tra i giovani (soltanto in Italia)
.Tanta gente è vittima di Cyberbullismo, dell’ansia da prestazione e i modelli di vita
irraggiungibili.
Si,i social ci fanno sentire connessi,ma raramente ci fanno sentire capiti o ascoltati.
I rapporti tendono a diventar sempre più “falsi”, influenzati da like e i messaggi
che sostituiscono le parole vere,la paura di essere esclusi o addirittura essere
etichettati con la solita frase “NON SEI ABBASTANZA”,la quale comincia a pesare più di
quanto vorremmo ammettere.. Eppure ,se ci pensiamo, i social sono nati con delle buone
intenzioni: connettere persone lontane,condividere online le nostre passioni e le nostre
storie dando voce a chi non ne ha.
Forse il problema non sono i social,ma come li usiamo. Spesso ci dimentichiamo
che dietro ogni schermo c’è una persona,che prova emozioni che ha delle
proprie insicurezze, servirebbe più realtà e meno “facciata”,più ascolto e meno gare su
“chi è il migliore”.
La cosa più brutta è che arriviamo tutti al punto di vivere certe esperienze solo per poterle
documentare sui social. E’ come se la nostra felicità valesse solo se riceve tanti like e
attenzioni. Tutta quest’ansia da “cosa penseranno gli altri” non ce la meritiamo.Dovremmo
imparare a vivere certi momenti in privato,quelli in cui non c’è la necessita di
condividere,ma purtroppo non è possibile dato che ormai tutti,compresa io,abbiamo
l’abitudine di “stare connessi”.
Spesso sulle storie vediamo anche gente con un fisico surreale,facce con zero difetti ed è
lì che comincia un processo con inutili pensieri: “le mille paranoie per lo più inutili”,“ma
perché io non sono cosi?”.E’ una cosa che ti entra in testa e ti fa vedere i tuoi difetti
ingigantiti. Cominciamo a pensare di doverci mettere a dieta oppure di dover fare
allenamenti esagerati solo perché secondo il nostro cervello noi siamo sbagliati
e dobbiamo per forza diventare la copia di un ideale di bellezza irraggiungibile.
Scordandoci che la maggior parte di certe foto e video sono ritoccate,che quelle persone
non hanno quella vita realmente,magari mostrano solo il bello che gli accade ma il resto
non viene mostrato.E’ una trappola che spesso toglie tanta autostima,facendoci sentire
sbagliati.
In sintesi,la prossima volta che prendiamo in mano il telefono,forse, dovremmo fermarci
due secondi e riflettere.Non voglio assolutamente dire che dobbiamo smettere di postare o
,addirittura, di eliminare i social.Spesso penso che noi ci stiamo perdendo la nostra
adolescenza per vivere all’interno dei social,ma questi non devono essere un nemico,però
lo diventano quando rubano il nostro tempo e la nostra pace mentale,la vita vera è qui,
non in uno schermo….Alla fine l’unica moda che dovremmo seguire sarebbe quella di
essere noi stessi.
Ricordiamocelo.