Chilometri di Amore

Una delle forme più belle del linguaggio dell’amore è sicuramente quella fisica. Dare un abbraccio, scambiarsi un bacio ed intrecciare le dita sono alcune delle forme in cui questo si concretizza. Si tratta in effetti di gesti e azioni che riscaldano il cuore ad ogni innamorato e fanno toccare con mano i sentimenti condivisi.

 

E se il contatto fisico venisse meno per un periodo più o meno lungo? I sentimenti cesserebbero di esistere o troverebbero un altro modo per mostrarsi?

 

Storie d’amore di tale difficoltà esistono oggi e credo siano sempre esistite, forse perché travolte improvvisamente da un viaggio improrogabile o perché nate involontariamente durante una vacanza estiva. Ma indipendentemente dalla loro origine, gli innamorati a distanza si ritrovano tutti a vivere la medesima passione sofferente, di un amore apparentemente impossibile, ma tanto forte da non spezzarsi sotto la pressione di chilometri infiniti e attese interminabili.

 

Resistere alla mancanza, aspettare con ansia il giorno fortunato dell’incontro, guardare un viso da uno schermo, perdere occasioni, conservare ricordi e progettare momenti lontani non è semplice. Non a caso, è facile concepire la relazione a distanza come non vivibile a pieno e pertanto inutile.

 

Di conseguenza, visto dall’alto, l’amore a distanza sembra decisamente un’agonia da cui è meglio scappare. Bisogna però scavare fino alle sue radici per capirne le ragioni. Quello che ci chiediamo tutti è che cosa spinge due persone a coltivare una relazione spesso virtuale, fatta di rinunce ed effimeri incontri.

 

In quel che può sembrare un puro nonsenso, possiamo però costatare l’esistenza di legami tanto saldi da privarsi di quanto di più normale si dovrebbe vivere in una relazione. È proprio nella condizione in cui alla fisicità si sostituisce una chiamata e all’intensità di un abbraccio qualche cuore su WhatsApp, che la volontà di restare diventa testimonianza di amore.

E perché no, magari di un amore più grande? Forse un amore più grato delle piccole cose, più atteso e pertanto più intenso. Ma potrebbe anche trattarsi di un amore più gracile, tentato fortemente dall’occasione allettante di un’emozione vicina o stanco di essere sopraffatto dalla nostalgia.

 

Tante, tantissime sono le varianti, non parliamo di verità assolute, ma di sentimenti variabili e talmente personali da essere poco comprensibili all’altro. Lo considererei questo il punto forte dell’amore, il suo essere enigmatico e sconosciuto. Una spiegazione universale al perché ci travolga non esiste, né perché la sua durata sia così variabile, né perché talvolta si sopporti di tutto, tanto la terribile distanza quanto altri vari motivi che ci fanno stare male, pur di assaporarlo per un istante.

 

È palese, dunque, che le relazioni a distanza, come ogni altro tipo di rapporto interpersonale, hanno alti e bassi, momenti di incomprensioni e altri di complicità, provocano talvolta voglia di mollare tutto, talvolta impazienza di rivedersi.

 

Nonostante tutto, una soluzione c’è sempre, la cosa importante è impegnarsi per trovarla e soprattutto mantenerla nel tempo. È sufficiente anche soltanto dirsi quanto ci si ama e inventarsi un modo alternativo per dimostrarselo, ma farlo il più frequentemente possibile. Se svaniscono dialogo, costanza e l’intenzione positiva di farcela, si perde in partenza e a nessuno piace perdere l’amore: come diceva qualcuno, rischi di impazzire, fa scoppiare il cuore ed avere voglia di morire.