Caro primo anno — o meglio, caro Quarto Ginnasio, ci siamo. Siamo agli sgoccioli di questa meravigliosa avventura che abbiamo affrontato insieme e, devo ammetterlo, sei proprio volato via. Attraverso questo articolo voglio ringraziarti per ogni singolo istante: dall’emozione fortissima delle prime settimane alla stanchezza degli ultimi mesi.
Sei stato un maestro di vita. In pochissimo tempo sei riuscito a rendermi una persona diversa, stravolgendo il mio modo di pensare, di ragionare e di osservare il mondo. Ti ringrazio perché, studiando le materie letterarie, ho imparato a non fermarmi mai alle apparenze.
Ho capito che la verità non è mai una sola e che spesso, per trovarla, bisogna guardare le cose da diversi punti di vista. Non esiste chi ha ragione al 100%, perché la realtà ha sempre tante sfumature. È questo il regalo più grande che mi hai fatto: un approccio “umanistico” che ora porto con me fuori da scuola, nella vita quotidiana. Non avrei mai immaginato di innamorarmi così tanto di questo percorso, e soprattutto di materie come greco e latino. “Lingue morte” dicevano, eppure raccontano la storia di popoli vissuti molto prima di noi e che hanno fatto la storia dell’uomo, ed è proprio in questi due mondi classici che affondiamo le nostre radici.
Un’attività che mi ha segnato profondamente è sicuramente quella del nostro giornalino. Entrare a far parte di questa redazione è stata un’esperienza fantastica, che mi ha permesso di esprimere me stessa attraverso la scrittura, il modo più autentico che esista per raccontare e per raccontarsi. Articolo dopo articolo, ho capito che scrivere non significa solo mettere dei pensieri su carta (o, come in questo caso, su uno schermo), ma significa condividere vere e proprie parti di sé. Vedere i miei testi pubblicati, ascoltare le opinioni dei compagni e sentire di far parte di un progetto comune ha dato una scossa alla mia autostima e mi ha resa molto più sicura.
Un grazie speciale va proprio a loro, i miei compagni di classe, che in poco tempo sono diventati la mia seconda famiglia. Gli anni delle superiori sono preziosi proprio per questo: per stare insieme, ridere e scherzare senza troppi pensieri tra gite, cambi dell’ora e ricreazioni. Ricordo l’ansia dei primi giorni, la paura di non trovarmi bene o di non riuscire a legare con nessuno. Poi, giorno dopo giorno, siamo diventati inseparabili.
Guardandomi indietro, non posso che essere grata per questo primo anno. È stata un’esperienza intensa che ha confermato ogni mia aspettativa, dandomi la prova di essere esattamente dove dovrei essere!
Aurora Lo Giudice IAC