La verità sulla quinta: tra ansia, caos e “non so che sto facendo”

La quinta superiore non è come te la immagini. Pensavi di arrivarci più maturo, più
organizzato, con la vita sotto controllo. In realtà arrivi stanco, confuso e con mille
cose da fare. L’ansia è costante. Non quella “ogni tanto”: proprio quella che ti segue
ovunque. Verifiche, interrogazioni, maturità… e soprattutto quella domanda che ti
perseguita: “E dopo cosa fai?” La verità? A volte non lo sai. E quando lo sai, il giorno
dopo non sei più così convinto. Poi c’è la stanchezza, quella vera, ti siedi a scuola e
pensi: “Ma davvero devo stare qui altre 5 ore?” Ogni campanella sembra più lenta del
solito, ogni interrogazione capita sempre nel momento peggiore.
Eppure succede una cosa strana. Nel mezzo di tutto questo caos, inizi a renderti conto
che qualcosa sta cambiando. Magari durante una lezione ti giri, guardi la classe e
pensi: “Ok… questi sono gli ultimi mesi insieme.” E non è nostalgia vera e propria, è
più una sensazione strana. Tipo quando sai che qualcosa sta per finire ma non hai
ancora capito come ti senti. Continui a lamentarti (ovviamente), continui a dire “non
vedo l’ora che finisca”, però allo stesso tempo… non è così semplice.
La quinta è così: sei nel mezzo, non hai risposte, non hai certezze, ma sai che stai
vivendo qualcosa di importante, anche se non sembra.
Quindi sì, siamo stanchi, stressati e un po’ persi.
Però siamo anche esattamente dove dobbiamo essere.
Anche se, onestamente…
domani speriamo non interroghi.

Nefele Puleri VBC