Ai tempi d’oggi si usa molto il cellulare e di conseguenza i social media, ma ci
dovremmo soffermare sull’uso spropositato di questi e dei problemi, o disagi, che
molte volte comportano e a cui ci stiamo sempre più abituando. Infatti si parla molto
di cyberbullismo, suicidi prematuri provocati dal medesimo, ansie sociali e vari
disagi, tutti provocati dallo stesso fattore: l’ “ultra” uso dei social media. Molto
spesso infatti ci si sente “messi in disparte” oppure “non all’altezza” poiché alcune
persone con cui si prova a stare non ci vedono al pari di loro in quanto non abbiamo
lo stesso numero di followers oppure non postiamo quanto loro. Questa situazione è
la conseguenza del fatto che i social media sono riusciti ad intrappolare le persone nel
pensiero secondo cui bisogna agire come i cosiddetti “influencer” dicono o
consigliano di fare, altrimenti non sei abbastanza “figo”; si tratta dunque del bisogno
di far parte di un gruppo e l’unico modo è quello di omologarsi agli altri emulandoli.
Sono avvenuti molti episodi di ragazzi morti per delle “challenge” del web, ad
esempio il bere allo sfinimento quantità elevate di alcol mettendo a repentaglio la vita
e andando in coma etilico solo perché “lo fanno su tik tok”. Ci sono casi di ragazzi
emarginati da un gruppo poiché non sono molto “cool” che arrivano al suicidio; il
cyberbullismo che dilaga nonostante i vari controlli della polizia postale è un fattore
preoccupante. Ma questi non sono gli unici problemi derivanti dai social media:
adesso un altro dato allarmante rilevato dagli studi scientifici è l’abbassamento della
soglia dell’attenzione provocata dai social media, basti pensare al fatto che un video
medio di tik tok o di youtube dura dai 25 ai 35/40 secondi, dopo ciò il nostro cervello
vedendo centinaia di questi video viene bombardato dal telefono. Gli studi hanno
rilevato anche che dai social media nascono molti tic nervosi e disturbi cognitivi, il
DSM infatti parla molto dei disturbi creati dai social media sui giovani e sul
cambiamento antropologico che sta avvenendo in questi tempi, dell’aumento
sproporzionato della dopamina generato dai social. Infatti la dopamina è una
molecola chimica del nostro corpo aumentata dalla gratificazione dei like, delle
stories e dei commenti sui social, senza i quali molte persone non potrebbero vivere.
Un altro macroargomento dei social è la responsabilità che hanno gli “influencers”,
persone che sono una fonte di esempio per i giovani, i quali molte volte
inconsciamente o magari per ignoranza, fanno una divulgazione sbagliata su
argomenti delicati, ad esempio l’obesità, e generano delle paranoie che scattano come
risposta immediata in molti giovani che si chiudono in casa o peggio ancora tentano il
suicidio. Un altro problema dei social media è la mancanza di dialogo, infatti ad oggi
i ragazzi fanno valere più un like o un commento che una chiacchierata, oppure in
situazioni di disagio si rifugiano nel telefono, perché è quel punto di riferimento che
sembra innocuo ma alimenta di più la vergogna e l’ansia. L’ultimo, ma ci sarebbero
altri fattori di cui parlare, è il caso di quei ragazzi che si chiudono in casa, nelle loro
stanze, giocando ore ed ore ai videogiochi e non uscendo per giorni che poi diventano
mesi ed anni, una sorta di dimensione che si crea su una playstation o un computer: è
il caso degli “hikikomori” in Giappone, anche se il problema ormai è presente in tutto
il mondo. Nonostante vengano messe in atto politiche e leggi che tentino di
contrastare ciò, come il divieto dell’uso del cellulare a scuola in Italia o il divieto
degli influencer di fare divulgazione su un argomento se non sono esperti qualificati
in Cina, il mondo sta andando verso un punto di non ritorno con un bisogno sempre
maggiore di evoluzione, provocato anche dal sistema economico creato sulla
tecnologia, basti pensare alle intelligenze artificiali come chatgpt. Dunque il dovere
dei giovani dovrebbe essere quello di staccarsi dal cellulare e da tutto ciò che ne
consegue, poiché non si può non fare ciò che si vuole per paura di essere derisi o
giudicati creando paranoie e paure che non hanno nemmeno una base.
Domenico Iudicello 4cc