LA SICILIA TUTTA DA SCOPRIRE (I parte)

Con grande orgoglio e soddisfazione, il FoscoloVox per quest’anno è lieto di concludere l’esplorazione delle regioni d’Italia con la nostra terra: la Sicilia. Per raccontare al meglio i tesori che custodisce quest’isola, il viaggio è stato suddiviso in 2 parti; la seconda verrà pubblicata nell’ultima edizione del giornalino scolastico. 

La Sicilia è la più grande isola d’Italia e del Mediterraneo. Di forma triangolare, è bagnata a nord dal Mar Tirreno, a ovest dal Canale di Sicilia, a sud dal Mar di Sicilia, a est dal Mar Ionio e a nord-est dallo stretto di Messina, che la separa dalla Calabria. Il territorio è prevalentemente collinare e montuoso. Il clima della regione è generalmente mediterraneo, con estati calde, inverni miti e piovosi e stagioni intermedie molto mutevoli. I principali gruppi di isole del grande arcipelago della Sicilia sono: le Egadi (tra cui Favignana, dove è ancora attiva la “Mattanza”, la particolare pesca del tonno a cui si può assistere a giugno/luglio, e Pantelleria, la perla nera del Mediterraneo), le Eolie, le isole del signore dei venti Eolo (Vulcano, Lipari, Stromboli, Panarea, Filicudi, Alicudi e Salina), e le Pelagie, sopranominate “isole africane” per la loro vicinanza all’Africa (Ustica, Linosa e Lampedusa). Quest’ultima, oltre ad essere un pezzo di Caraibi nel Mediterraneo con la sua spiaggia più famosa, “Isola dei Conigli”, da alcuni anni è diventata punto d’approdo di migliaia di migranti che fuggono in cerca di lavoro e libertà. 

Il mare è una risorsa imperdibile. Con i suoi 1500 km di coste, la Sicilia offre spiagge di sabbia piatte e infinite, sassolini piccoli, scogliere nere di lava, gialle o addirittura bianco latte, come la Scala dei Turchi, nell’agrigentino. Le grandi città hanno lidi attrezzati, come la palermitana spiaggia di Mondello, la caraibica San Vito Lo Capo (TP), Capo d’Orlando, la Riserva dello Zingaro e Isola Bella, un’oasi protetta, situata nella Baia di Taormina.  

L’offerta turistica siciliana è legata prima di tutto alla sua cultura e alla storia. Segni indelebili sono stati lasciati da tutti i popoli che vi hanno vissuto: Greci, Fenici, Romani, Bizantini, Arabi, Saraceni, Normanni, Spagnoli, Austriaci. Dal 1700 l’isola divenne meta d’obbligo del Gran Tour. Illustri letterati, come Maupassant, Edmondo De Amicis, Elliot e Goethe, per completare la loro formazione visitarono la Sicilia e ne rimasero affascinati. 

Complessa e articolata, la cucina siciliana è ritenuta la più ricca di specialità e la più scenografica d’Italia. Il terreno fertile produce mandorle, fichidindia, pistacchi, olive, ma soprattutto arance e limoni, tipiche della Conca d’Oro, la pianura sulla quale è adagiata la città di Palermo e altri centri del suo hinterland. Il Nero D’Avola, il Syrah, Bianco d’Alcamo e i moscati sono i capisaldi della produzione vinicola. 

Il capoluogo della Sicilia è Palermo, caratterizzata da molti luoghi comuni radicati nell’immaginario e che bisogna sfatare: mafia, arretratezza, criminalità… Palermo è una città moderna, multietnica e tra le più sicure del mondo. 

 “Palermo è una cipolla. Fatta a strati. Ogni volta che ne togli uno ne resta un altro da sbucciare e scoprire”, così il giornalista Roberto Alajmo la presenta. Palermo vanta un’eredità storica complessa e un ricco patrimonio di tesori: alcuni si notano al primo sguardo, altri sono più nascosti. Si possono trovare monumenti, palazzi storici, giardini e chiese di grande pregio. Il trasporto urbano è garantito da metropolitana, autobus e tram 

Tutto ruota intorno a piazza Villena. I palermitani preferiscono chiamarla i Quattro Canti, in riferimento alle quattro facciate simmetriche degli edifici che si affacciano sulla piazza. Di forma ottagonale, divide il centro storico in 4 quartieri (o mandamenti): Palazzo Reale, Monte di Pietà, Castellamare, Kalsa-Tribunali. A due passi dai Quattro Canti si trova piazza Pretoria, ribattezzata dai cittadini “piazza della Vergogna” a causa della grande fontana che si trova al centro. C’è chi dice che il soprannome sia dovuto alle statue nude che la decorano, ma è più probabile che nasca dall’indignazione popolare per l’alto prezzo pagato dal Senato palermitano per l’acquisto della fontana. 

A poco più di 100 metri di distanza si trova la Chiesa di Santa Maria dell’Ammiraglio, detta “La Martorana”, dove è nata proprio la “frutta martorana”, dolce tipico della festa di Ognissanti. Racconta la tradizione che il giardino del convento e l’orto erano i più rigogliosi di Palermo. Il loro vanto arrivò all’orecchio del vescovo di quel tempo che, incuriosito, volle andare personalmente a constatare. La visita, però, fu fatta in pieno autunno, quando gli alberi erano spogli. Le monache, allora, crearono dei frutti con la pasta di mandorle per adornare gli alberi e abbellire il giardino. 

L’armoniosa fusione di culture diverse ha creato a Palermo uno stile unico al mondo, detto arabo-normanno, dal 2015 Patrimonio UNESCO. Ad appena 5 km da Palermo si trova lo strabiliante Duomo di Monreale: la decorazione a mosaici dell’interno – estesa per 6.340 metri quadri– lascia senza parole.  

Il parco più frequentato e amato dai palermitani è sicuramente il Giardino Inglese. Progettato da Giovan Battista Filippo Basile nel 1851, ospita piante, rivoli d’acqua, grotte e sentieri che si conciliano elegantemente con elementi di civiltà, quali ponticelli, diverse panchine, un tempio arabo-normanno, una serra, statue e busti, creando un giardino in stile inglese. Vi sono persino alberi esotici, come il Ficus Magnolia grandiflora, l’Albero del corallo e l’Ibisco cinese. Insomma, un vero e proprio paradiso al centro della città. È sede spesso di manifestazioni artistiche, concerti e occasioni varie. In occasione del suo quarantesimo anniversario di morte, il 6 Gennaio 2020 il Giardino Inglese è stato intitolato a Piersanti Mattarella, fratello dell’ex Presidente della Repubblica Sergio e vittima degli interessi intrecciati della mafia 

Concedersi una passeggiata tra i mercati storici di Palermo è un must: la Vuccirìa, Ballarò, il Capo e Borgo Vecchio. Aggirandosi tra le bancarelle di frutta, verdura, carne, pesce, si sentono i venditori cantare le qualità delle proprie merci con la tipica vanniata palermitana, una litania declamata a gran voce non sempre facile da comprendere per il “forestiero”. La sera i mercati diventano il luogo di ritrovo dei giovani. Palermo è una delle capitali mondiali dello street food: arancine, panelle e crocché, pani c‘a meusa, sfinciuni, stigghiole, polpo bollito e tanto altro. 

Nonostante le difficoltà, l’impegno di alcuni pupari mantiene viva la tradizione dell’Opera dei pupi siciliana, la narrazione epica, fiabesca e ironica delle armi e degli amori dei paladini della corte di Carlo Magno, impegnati in battaglie contro saraceni, mostri e maghi. Palermo custodisce nel suo centro storico 2 dei più importanti teatri d’Italia: il teatro Massimo e il Politeama. 

La patrona della città di Palermo è santa Rosalia Sinibaldi.  La notte del 4 settembre, per raggiungere il Santuario a lei dedicato, in cima al Monte Pellegrino, i fedeli di ogni età percorrono a piedi la cosiddetta “Acchianata “, lunga quasi 4 km. La Sicilia è una regione a statuto autonomo. Per questo nel settecentesco Palazzo d’Orléans, a Palermo, risiede la presidenza della Regione siciliana. 

Un altro must da vedere sull’isola è la Villa Romana del Casale: è una villa tardo-romana a ridosso di Piazza Armerina (EN), nota per le architetture e i mosaici sopraffini. Una storia millenaria che ogni anno attira migliaia di turisti da tutto il mondo. 

Vito Paternò IC Classico