INCONTRO CON ZAKIA SEDDIKI ATTANASIO: TESTIMONIANZE DI PACE

Martedì 9 maggio le classi terze del Liceo Classico “U. Foscolo” di Canicattì hanno partecipato ad un incontro con Zakia Seddiki Attanasio, fondatrice della Fondazione Italiana in Cogno “Mama Sofia” e vedova dell’ambasciatore italiano in Congo Luca Attanasio, morto nel 2021 per mano di un agguato. Al fianco di Zakia Seddiki era presente anche il giornalista e vaticanista Fabio Marchese Ragona, autore del libro “Luca Attanasio, storia di un ambasciatore di pace” in cui la vita di Luca viene raccontata attraverso le testimonianze di chi lo ha conosciuto.

I ragazzi hanno posto numerose domande ai nostri ospiti, che ci hanno regalato un magnifico momento di ricordo e testimonianza, permettendoci di avvicinarci ancora di più ad un uomo che continua inevitabilmente a vivere nelle parole di tutti.

Zakia ha parlato agli studenti di ciò che Luca è stato in ambito lavorativo e di come il suo essere un diplomatico non fosse diverso dal suo essere un uomo: si è parlato infatti della passione che metteva in tutto ciò che faceva e della serietà con cui portava a termine ogni suo lavoro. “Non delegava mai i lavori ad altre persone, lui agiva sul campo. Sapeva che rimanendo dietro ad una scrivania non riusciremmo a comprendere neanche uno dei problemi che ci prefiggiamo di risolvere” queste le parole di Zakia, che non perde attimo per sottolineare la serietà del marito nel suo lavoro e il coraggio che dimostrava nel farsi sempre avanti per fornire concretamente aiuto a chi nei territori congolesi ne aveva bisogno

Ma dalle parole dei nostri ospiti riusciamo anche a cogliere, oltre che il coraggio, le grandi fragilità di Luca, un essere umano come noi, che in una lettera a se stesso, riportata nel libro di Fabio Marchese Ragona, scrisse: “Fermati e pensa. Pensati a fondo. Non sei capace né di tacere né di ascoltare, ascoltare né te né gli altri” Ed è questo a rendere Luca un grandissimo uomo, il sapersi fermare a riflettere, il saper cosa fare per star bene con gli altri e far stare bene tutti, l’essere capace di mettersi a capo di grandissimi lavori di squadra mirati al benessere di tutte quelle donne, uomini e bambini che grazie alla sua passione e quella di chi gli stava attorno hanno riacquistato tutto ciò che c’è di bello nella vita.

Le missioni di Luca erano veri e propri spettacoli di solidarietà, ai quali il male ha voluto metter fine, uccidendolo proprio mentre faceva il suo lavoro, nella città di Goma sul convoglio del Programma Alimentare Mondiale. Un uomo pieno di vita, morto perché qualcun altro ha voluto portargliela via.

La storia di Luca Attanasio, ammirevole quanto straziante, può insegnarci due cose: la brevità della vita, che quando meno te lo aspetti ti porta con sé lasciando il vuoto dentro chi su questa Terra ti ha conosciuto, e di come tutti possiamo essere piccoli ambasciatori di pace nelle nostre vite. Non serve la fama, il denaro, o il trovarsi in posti agiati per essere qualcuno nelle vite dagli altri: basta fare del bene, qualsiasi sia la situazione. Luca Attanasio, fino al momento della sua morte, ha dedicato la sua vita agli altri, al Mondo, e insieme a Zakia Seddiki ha costruito una gigantesca comunità, dalla la quale il suo ricordo non se n’è mai andato, dove le sue parole e i suoi gesti di solidarietà hanno segnato il cuore di tutti e, grazie a preziosissime testimonianze come queste, continueranno sempre a farlo.

 

Anna LoBue IIAC