Moschino e Gucci, figli degli stessi padri.

Si è appena conclusa la settimana della moda Milanese e Parigina, dove hanno

calcato le passerelle i brand internazionali per svelare le collezioni primavera-estate

2024.

Ma chi ha lasciato il settore della moda con gli occhi sbarrati? Il meno convenzionale

dei brand: Moschino.

Fondato nel 1983 da Franco Moschino, il quale aveva precedentemente lavorato in

Versace, sin dagli inizi ci ha abituato ad uno stile anticonformista, colorato ed

eccentrico. Ma qual è stata la chiave del suo successo? Sicuramente il fatto di saper

rivisitare i capi basic, facendoli uscire fuori dagli schemi, abituando il consumatore

finale ad uno stile sempre in costante cambiamento.

L’emblema e l’essenza del suo stile eclettico lo possiamo rinvenire da alcune

collaborazioni, quali ad esempio: la collezione fatta in collab con McDonald nel 2014

che vide il debutto, quale direttore creativo del brand, di Jeremy Scott; la

collaborazione con Barbie o ancora la linea Moschino Toy dove un orsetto diventa un

icona per adulti e bambini.

Tutto questo ci ha spinto con il passare del tempo a chiederci, ma Moschino cosa si

inventerà la prossima volta per stupirci?  E se dello stupore ha fatto il suo cavallo di

battaglia, da non dimenticare la “collezione gonfiabile nel 2023”, trasformando i

modelli in vere e proprie “mongolfiere”.

Ma il colpo di scena lo ha riservato agli spettatori a fine sfilata, dove al momento

degli applausi Jeremy Scott, in qualità di direttore creativo annuncia di abbandonare

il brand dopo 9 anni e di lasciare il timone a Davide Renna, proveniente da casa

Gucci. Quest’ultimo ha dichiarato che ha intenzione di portare un po’ di

minimalismo, in un brand a suo parere troppo sovraccarico ed esuberante come

Moschino.

Davide Renna indubbiamente abbraccia la visione di Sabato de Sarno, suo ex collega

ed amico, che ha appena spogliato Gucci di ogni eccesso.

Difficile cambiare aspetto ad un brand che fino a poco tempo fa ha osato fino agli

eccessi, con colori e materiali di tutti i tipi, far passare Moschino dal “tutto” al niente,

è un’impresa assai ardua. Questo nuovo concept è chiamato “Quiet luxury” ovvero il

lusso sussurrato, nuova tendenza dove i loghi spariscono o si fanno piccoli piccoli,

dove la qualità del prodotto, i tagli e le cuciture sono quelli che contano e non una

scritta per far vedere agli altri quello che indossiamo.

 

Forse in una società caotica come la nostra c’è proprio la necessità di ripartire da zero

e di ostentare di meno e non solo nell’abbigliamento. Si preannuncia l’inizio di una

nuova era? Gucci e Moschino potrebbero diventare fratelli grazie ai loro nuovi padri?

Ed è proprio mentre stavo finendo di scrivere l’articolo per voi, che dai social

apprendo la prematura scomparsa di Davide Renna a causa di un infarto improvviso,

a tal proposito l’articolo è stato volutamente lasciato così per essere lo stesso

considerato un encomio allo stesso stilista.

Da Tg moda 24 è tutto.

Ilaria Tornambè 3AC