Quello che leggerete è ciò che è nato dalla mia esperienza, ma in fondo questo
racconto, potrebbe essere lo stesso di chiunque abbia sperimentato almeno una volta,
il se d
Cos’è questa nuova parola? Cosa significa? Perché sento che sia la responsabile di
ciò che provo qui dentro?
“L’INADEGUATEZZA è la percezione soggettiva di non essere all’altezza, di non
essere abbastanza.”
Ah, ora ho capito.
Ecco perché provo vergogna, ecco perché mi sento incapace, ecco perché ho paura.
Sì, ho paura di non realizzare i miei sogni, perché io non sono brava come gli altri.
Non posso competere con loro.
Ho paura di essere giudicata e di essere presa in giro.
Non so bene il motivo.
Non è colpa mia.
Sono gli sguardi gelidi della gente, quelli che come Medusa, pietrificano.
Quello è il mio vero problema.
Le persone mi guardano dall’alto in basso, scorgendo le mie imperfezioni.
Vorrei essere felice, mi piacerebbe parlare delle mie passioni liberamente, desidero
divertirmi senza sentirmi stupida, e vorrei amare senza sentirmi sbagliata.
Secondo alcuni dati dell’organizzazione “Terre des Hommes”, nel mondo 1 individuo
su 7 tra i 10 e i 19 anni soffre di disturbi mentali, principalmente per depressione e
ansia.
La maggior parte degli studenti liceali, ad esempio, affronta una significativa
pressione per quanto riguarda il rendimento scolastico e le aspettative elevate da parte
delle famiglie.
Inoltre, l’uso estensivo dei social media contribuisce a sentimenti di inadeguatezza,
malumore e stress. Il confronto continuo con gli altri e l’esposizione a contenuti
negativi, danneggiano l’autostima degli adolescenti.
L’incertezza sul futuro genera dubbi e domande continue, e ci nascondiamo dietro a
delle maschere, indossandole per piacere agli altri.
Da quello che ho capito, molti ragazzi condividono questo problema.
Stranamente, lo trovo confortante, ma non voglio essere fraintesa.
Sapere di non essere l’unica a provare questo disagio, è rassicurante.
“Forse l’inadeguatezza non sparirà mai del tutto. Forse possiamo convivere con le
nostre paure. In fondo non serve essere perfetti, no?
È questa consapevolezza che finalmente, ci farà sentire un po' più liberi.”
La libertà comincia proprio quando smettiamo di giudicarci e iniziamo
semplicemente ad amarci e, come avrebbe detto la cara Virginia Woolf,
“non serve brillare o essere qualcun altro, basta essere sé stessi”!.
Marta Cappadona 1AC